Alta Via Adamello

L’Alta Via dell’Adamello è un viaggio nella memoria del nostro Paese, tra i resti e i segni della Guerra Bianca, che vide per 4 anni uomini fronteggiarsi ad oltre 3000 metri di quota, in condizioni inimmaginabili. Il sentiero n. 1  attraversa il Parco dell’Adamello, un territorio dalla straordinaria ricchezza di ecosistemi diversificati, determinati dalle notevoli differenze altitudinali, dalla complessità geologica dell’area e dalle esposizioni delle singole vallate.

L’Alta via dell’Adamello si sviluppa su un percorso di circa 70km, collegando i numerosi rifugi presenti lungo il tracciato, dalla Conca di Bazena, presso il Passo Crocedomini, sino al cospetto della parete nord dell’Adamello, per proseguire fino ai monti di Edolo. Il trekking classico si svolge in 6 tappe dal rifugio Tassara nella conca di Bazena al Rifugio Garibaldi. Recentemente sono state aggiunte altre 2 tappe che arrivano fino al Rifugio Malga Stain. Il percorso attraversa il gruppo montuoso dell’Adamello da sud a nord, l’altitudine è sempre compresa tra i 2000 e i 3000 metri, con diversi passi oltre 2700 metri, spesso innevati.

Il percorso è impegnativo e sono presenti brevi passaggi esposti e difficili. Catene, cordini e scalini aiutano nel superamento di questi passaggi, che restano comunque delicati, soprattutto in particolari condizioni ambientali (verglas, ghiaccio, neve, pioggia). 

 

Accesso Generale

L’accesso principale all’Alta via dell’Adamello avviene dalla Conca di Bazena, che si trova nel comune di Breno in Valle Camonica, nei pressi del Passo Crocedomini. La Valle Camonica è raggiungibile dall’autostrada A4 Milano-Venezia, uscita Brescia centro e direzione Valle Camonica – Passo del Tonale fino all’uscita di Breno Nord. Da Breno, seguire direzione Passo Crocedomini. 1 km prima del Passo si trova la località Bazena.

La Valle Camonica è raggiungibile anche dal Passo del Tonale o dal Passo dell’Aprica: seguire direzione Brescia, uscire a Breno Nord e proseguire per Passo Crocedomini.

Il Passo Crocedomini è anche raggiungibile dalla Val Sabbia, raggiunto il passo, scendere 1 km e si raggiunge località Bazena.

 

Itinerario

1° tappa – Dal rifugio Tassara nella conca di Bazena al rifugio Tita Secchi presso il Lago della Vacca
Tappa a interesse floristico, installazioni didattiche sulla pregevole flora nella prima parte del percorso, dalla metà di giugno alla fine di luglio si possono ammirare splendide fioriture delle specie rare ed endemiche che caratterizzano questo settore del Parco Adamello. Grandi pascoli del comprensorio del Passo Crocedomini, noto per la produzione di formaggi d’alpeggio e miele d’alta quota. Numerose mandrie di bovini intorno alle malghe gestite dagli allevatori, dove è possibile comprare ottimi ed esclusivi formaggi, come il Silter e il Bagoss, prodotti esclusivamente in alpe. Inoltre questo settore meridionale del Parco offre interessanti osservazioni geologiche, qui si trovano magnifici esempi di contatto tra rocce di origine diversa che sono ancora oggi oggetto di studio di gruppi di geologi ogni anno fin qui per studiarne il fenomeno.
Difficoltà: E, itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche
Dislivello salita: 580m
Dislivello discesa: 50m
Tempo: 2h 30’

 

2° tappa – Dal rifugio Tita Secchi al rifugio Maria e Franco al passo Dernal
Tappa a interesse storico, pregevoli testimonianze della Guerra Bianca: sentieri militari, postazioni d’artiglieria, grotte-ricovero, resti di baraccamenti dei soldati. Inoltre, questo tratto, è uno dei più selvaggi e isolati del trekking.
Difficoltà: EE, itinerario escursionistico per esperti
Dislivello salita: 700m
Dislivello discesa: 500m
Tempo: 5h 30’

 

3° tappa – Dal rifugio Maria e Franco al rifugio Città di Lissone in Valle Adamè e rifugio Baita Adamè
Tappa tecnica, le creste di Ignaga rappresentano il tratto più esposto e difficile del trekking, recentemente attrezzato e reso sicuro tramite la posa di cavi, catene, gradini. Spettacolare panorama sul ghiacciaio dell’Adamello. Anche qui, numerosi resti della Prima Guerra Mondiale testimoniano la durezza della guerra a 3000 metri d’altitudine.
Difficoltà: EE
Dislivello salita: 300m
Dislivello discesa: 800m.
Tempo: 5h

 

4° tappa – Dal rifugio Città di Lissone al rifugio Prudenzini in Val Salarno
Tappa a interesse glaciologico, la stupenda Valle Adamè è un esempio didattico di valle glaciale, con evidente conformazione a U, i caratteristici coster e le rocce splendidamente levigate dal ghiacciaio dell’Adamello durante l’ultima glaciazione. Incantevole anche il torrente che solca il fondo della valle con profondi meandri tra i pascoli d’alta quota. Nel centro della valle si trova la Malga Adamè, presso la quale da anni si alleva la Capra Bionda dell’Adamello, una razza autoctona di queste montagna, con mantello nocciola chiaro, che diventa biondo al sole d’estate. Il formaggio che deriva dal latte di queste capre si chiama Fatulì, un noto formaggio caprino, affumicato con rami di ginepro, e che ha trovato un importante riconoscimento con la nascita del presidio Slow Food Fatulì della Val Saviore. La salita al Passo Poia non è da sottovalutare per lunghezza e dislivello.
Difficoltà: EE
Dislivello salita: 770m
Dislivello discesa: 520m
Tempo: 4h 45’

 

5° tappa – Dal rifugio Prudenzini alla Conca del Miller e del Baitone, rifugi Gnutti, Baitone, Tonolini
Tappa a interesse faunistico, i Coster della Val Salarno e Miller sono territorio privilegiato per la Pernice bianca, i camosci e gli stambecchi. La Pernice Bianca è un Tetraonide mimetico che vive e nidifica in queste pietraie d’alta quota. Lo stambecco è divenuto simbolo del Parco Adamello in seguito al progetto di reintroduzione del 1995, e che ha consentito a questo regale bovide il ritorno in areale dal quale si era istinto nel 1700. Il Passo Miller deve essere superato con attenzione.
Difficoltà: EE
Dislivello salita: 960m
Dislivello discesa: 715m
Tempo: 5h 30’

 

6° tappa – Dalla Conca del Miller e Baitone al rifugio Garibaldi in Val d’Avio
Tappa a interesse antropico, la Val d’Avio si impone per la presenza degli imponenti bacini idroelettrici e conseguenti opere di archeologia industriale, ma anche e soprattutto per la maestosità delle pareti nord e ovest dell’Adamello che piombano con un salto di 700 metri sui ghiacciai d’Avio e Venerocolo. L’Adamello con i suoi 3539 metri emerge dall’omonimo ghiacciaio, che è il più vasto d’Italia e l’unico delle Alpi, con il Pian di Neve, ad assumere la configurazione di ghiacciaio scandinavo ad altipiano. La discesa del Passo Premessone va affrontata con cautela.
Difficoltà: EE
Dislivello salita: 750m
Dislivello discesa: 650m
Tempo: 5h

 

7° tappa – Dal rifugio Garibaldi al rifugio Sandro Occhi al Lago dell’Aviolo
Tappa a interesse naturalistico, la conca dell’Aviolo è un gioiello del Parco Adamello: il lago d’Aviolo e la sua piana sono tra i più belli e suggestivi dell’arco alpino. Torbiere ricche di specie flogistiche endemiche, ghiacciai sospesi, faglie geologiche. Inoltre è possibile avvistare facilmente il camoscio, presente su questi scoscesi dirupi in branchi in costante aumento. Grazie ad una geologia particolare, che mette a contatto rocce di natura diversa, la salita al Passo Gallinera offre nel mese di luglio spettacolari fioriture di specie rare ed endemiche, tra cui la pianticella carnivora Drosera angelica.
Difficoltà: EE
Dislivello salita: 860m
Dislivello discesa: 1470m
Tempo: 6h 15’

 

8° tappa – Dal rifugio Sandro Occhi al rifugio Malga Stain
Tappa a interesse naturalistico per l’isolamento che contraddistingue la Val Gallinera. Territorio privilegiato per la fauna selvatica, orso bruno e aquila reale compresi. Siamo nel territorio della Riserva Naturale Integrale Val Rabbia e Val Gallinera, individuata allo scopo di proteggere e conservare allo stato naturale l’evoluzione dell’ambiente non toccato dall’uomo. Il tratto di sentiero, che da Malga Stain conduce alla strada del Monte Colmo e al termine del sentiero n. 1 dell’Adamello, attraversa favolosi boschi plurisecolari di abeti rossi e larici, e splendide praterie assolate, dove vive la coturnice e dove è facile avvistare l’Aquila. 
Difficoltà: EE
Dislivello salita: 590m
Dislivello discesa: 730m.
Tempo: 4h

 

Difficoltà globale

Per fare questi itinerari occorre essere dei buoni escursionisti in grado di fare almeno 1000 metri di dislivello al giorno e camminare per  6/7 ore al giorno in quota su sentieri non battuti. Non occorre avere esperienza alpinistica. 

 

Consigli

Il periodo ideale coincide con l’apertura estiva dei rifugi (giugno – settembre). Insieme alle Guide alpine Adamello, si possono creare degli itinerari più brevi o più lunghi “su misura”. Inoltre, il massiccio dell’Adamello si addice perfettamente a bellissime traversate con l’attrezzatura da scialpinismo durante il periodo primaverile (metà marzo – inizio maggio).

 

Prezzo per persona al giorno iva inclusa: 

  • 1 persona                 300 euro
  • 2 persone                 160 euro
  • 3 persone                 115 euro
  • 4 persone                 90 euro
  • 5 persone                 75 euro

Noleggio materiale (a persona al giorno): 

  • ramponi                 5 euro
  • imbraco                  5 euro
  • casco                       5 euro
  • piccozza                 5 euro

Per iscriversi, occorre prenotarsi tramite e-mail almeno 5 giorni prima dell’uscita e versare la quota tramite bonifico.



La quota comprende: l’accompagnamento, l’insegnamento e l’organizzazione della Guida Alpina, l’uso dei materiali comuni e l’assicurazione di responsabilità civile. 

La quota non comprende: le spese di vitto, alloggio, trasporti, 
assicurazione infortuni personale. Tutto quanto non specificato alla voce 
”la quota comprende”.

 

Attrezzatura

  • Materiale tecnico: casco, imbraco, 1 moschettone a ghiera, ramponi, bastoncini, piccozza. Sono fortemente consigliati ramponi e piccozza. Ad inizio stagione è presente molta neve, e, in caso di abbondanti nevicate, è possibile trovare neve anche a stagione inoltrata.
  • Materiale personale: zaino 30-40 litri, thermos con tè caldo, mangiare (barrette, panini, parmigiano, frutta secca…), primo soccorso, occhiali da sole (categoria 3 o 4), maschera sci, giacca gore-tex, sovrapantaloni gore-tex, gilet windstopper, pantaloni e maglia traspiranti, piumino leggero, maglietta traspirante ricambio, guanti leggeri e pesanti, berretto, bandana, protezione solare.
  • Per il rifugio:  sacco lenzuolo, calze ricambio, pila frontale con batterie cariche, tessera CAI, spazzolino e dentifricio, salvietta piccola, salviettine umide, ipod.